Vai al contenuto del sito

Edizione 2020 | Registrazioni chiuse

facebook Instagram linkedin
Roberta Moglan

Roberta Moglan

"The Sign Academy", Firenze

Progetto

Mi chiamo Roberta Moglan , ho venti anni e attualmente sto studiando “concept art” alla “The Sign Academy” di Firenze, cui obbiettivo del corso è di formare concept artist esperti nel visual development 2D e 3D per l’industria del videogioco italiana ed estera.
Per “concept art” (totalmente differente “dall’arte concettuale”) si intende una “comunicazione fra due mondi”: il mondo delle idee e quello del segno grafico, pertanto un concept artist non è altro che un traduttore di uno o più concetti.
Solitamente la “concept art” viene principalmente impiegata per film, quasi sempre fantasy o sci-fi, e nel campo dei videogiochi per la realizzazione di character, background, oggetti di scena, storyboard e tutto quello che ne compete.

La formazione di un “concept artist” parte dalle basi tradizionali di anatomia e prospettiva fino a portare queste ultime conoscenze nel digital painting e nella digital sculpting, utilizzando programmi quali “adobe photoshop” e “zbrush”. L’obiettivo finale di ogni anno, per quanto riguarda la mia Accademia, è quello di riuscire ad unire queste due conoscenze e di lavorare a stretto contatto con designer e 3d artists al fine di creare un prodotto artistico coerente dalla fase di concept, alla produzione di in-game fino alla realizzazione della promo art, ovvero un videogioco finito e completo di copertina, pronto per essere messo su un possibile mercato o piattaforma.

Il traguardo principale però, è ovviamente quello di riuscire a trovare un proprio stile, capace di essere facilmente e immediatamente riconoscibile, anche se ad oggi è una vera e propria sfida con se stessi.
Nei lavori che creo cerco sempre di far focalizzare l’attenzione su uno o al massimo due soggetti, in una situazione dove i contrasti di luce e di ombra siano il fulcro di quello che la scena vuole esprimere. Non ci sono significati particolari dietro, perlomeno non in questi studi, poichè il mio fine era quello di trasmettere per ognuno un “mood” differente.

Nei primi tre ricorre particolarmente il colore blu il quale assume per tre volte un significato differente, se nella prima rappresenta la paura di ciò che si cela negli abissi nella seconda, attraverso il forte contrasto di luce, rappresenta una solitudine interiore che viene vinta, o potremmo vederla come “il bene che vince sul male”. Nell’ultimo invece non vi è alcuna “storia” ma è una semplice illustrazione del piumaggio di un corvo.

“Diana” invece è la classica “Gioconda”, un’opera alla quale il lettore può e deve dare una propria interpretazione. Il rosso può rappresentare rabbia, forza o passione, accostato a colori caldi come l’arancione talvolta può anche essere sinonimo di una sottile tristezza, ciò che però la ragazza vuole raccontare sta solo allo spettatore capirlo.

 

Contenuti